La vicenda della martire Severa si svolge a Pyrgi, attuale Santa Severa, cittadina del litorale a nord di Roma, dove l’imperatore Claudio, succeduto a Costanzo, manda il vicario Flaviano per ottenere i beni e tesori che Costanzo aveva confiscato a Massimo, comes millenarius, e per indurli a sacrificare agli dèi. Seconda, la moglie di Massimo, muore mentre prega prima ancora di essere interrogata; Flaviano ordina ai figli di Massimo di cedere i loro tesori e di sacrificare agli dèi ma inaspettatamente, dopo un serrato colloquio con Severa e l’apparizione di un angelo, Flaviano si converte e chiede a Severa di essere battezzato. Chiamato il beato presbitero Teodoro, questi battezza Flaviano e tutti i suoi familiari.

L’imperatore viene informato di questi fatti e fa uccidere di spada, nella sua casa di Centumcellis, Flaviano e tutti i suoi familiari. Flaviano viene decapitato “quarto kalendas februarias” (29 gennaio). Santa Severa, insieme ai suoi fratelli, Calendino e Marco, viene uccisa con flagelli piombati “in eodem loco, quod nominatur Pigris [Pyrgi], iuxta mare, miliario ab urbe Roma tricesimo quinto”. Tutti furono seppelliti dalla matrona Savina “in eodem loco sub die nonas iunias ubi florent orationes eorum et beneficia. Ad laudem domini nostri Jesu Christi, qui salvos facit martyres suos in saecola saecolorum. Amen”.

Escludendo errori storici e storpiature dei nomi dovuti all’ignoranza dei monaci amanuensi, l’ultima frase è una chiara testimonianza dell’esistenza di un luogo di culto dedicato alla santa di nome Severa nella località nominata “Pigris”, facilmente identificabile con “Pyrgi” – attuale “Santa Severa”, perché “iuxta mare, miliario ab urbe Roma tricesimo quinto”. Dopo le ultime scoperte archeologiche di una basilica paleocristiana all’interno del complesso del castello di Santa Severa, non si può mettere in dubbio che il culto di Santa Severa si sviluppa fin dai tempi antichi sul luogo della sepoltura della martire; nel V-VI secolo si costruisce una chiesa a struttura basilicale, dove “il giorno delle none di giugno fioriscono le preghiere e grazie” sulla tomba di santa Severa, come affermato nel IX secolo dal “legendario” dell’Abbazia di Farfa e dai successivi manoscritti medievali.

La località prende il nome di “Santa Severa” prima del 1068, data dell’atto di donazione del nobile romano Gerardo a favore dell’abbazia di Farfa; il culto di Santa Severa rimane in ambito locale e il suo martirio viene indicato sotto il “dies natalis” (29 gennaio) di San Flaviano il quale ha una maggiore popolarità poiché l’omonimo Flaviano di Montefiascone è molto venerato dai pellegrini che percorrono la via Francigena, mentre la via Aurelia è priva di manutenzione ed insicura. Il culto di santa Severa è mantenuto vivo dalla popolazione locale, la celebrazione della festa viene trasferita al 29 gennaio e nei martirologi universali viene indicato soltanto San Flaviano.

Le complesse vicende storiche dovute a guerre, incursioni saracene, mancanza di manutenzione delle strutture, causano il degrado della tenuta di Santa Severa ed anche la chiesa subisce danni notevoli, finché viene completamente interrata per consentire la costruzione di nuovi edifici da parte dell’Ordine Ospedaliero di Santo Spirito che, entrato in possesso della tenuta nel 1482 ristruttura il castello ed all’inizio del ‘500 costruisce una piccola chiesa dedicata a Santa Severa e Santa Lucia – conosciuto come l’attuale “battistero”. Nel 1594 l’Ordine edifica una chiesa più grande dedicata a Santa Maria Assunta e conferma così la celebrazione della festa di Santa Severa al 29 gennaio. Il culto rimane in ambito locale ed all’interno dell’istituzione ospedaliera, senza mai acquisire importanza extra-diocesana.

La chiesa di Santa Maria Assunta è stata parrocchiale, sotto il titolo di “Santa Severa”, fino alla costruzione della nuova chiesa parrocchiale, dedicata a Sant’Angela Merici. Verso gli Anni Settanta viene sospesa la celebrazione della festa di Santa Severa, non senza qualche perplessità da parte dei fedeli. Da notare che l’attuale Martirologio Romano, pubblicato dal Beato Giovanni Paolo II, accorda il culto e la celebrazione delle feste ai “santi di importanza veramente universale” ma non esclude “che molte di esse siano celebrate da ciascuna Chiesa particolare, nazione o famiglia religiosa” (Sacrosanctum Concilium, n. 111), per cui ora che è tornata alla luce la chiesa paleocristiana, testimonianza antichissima dell’esistenza storica della Santa, e del relativo culto, la festività dedicata a Santa Severa potrebbe essere ripristinata, riportandola però alla data originale del dies natalis, il 5 giugno, e non il 29 gennaio, dies natalis di San Flaviano.

Da: Franca Gentile, Fonti sul culto di S. Severa. Dai manoscritti medievali agli Acta Sanctorum. “La sfortuna di un culto”. Estratto dalla tesi di laurea della dott.sa Franca Gentile (n. 1937 – m. 2010). 
Adattamento a cura di d. roberto leoni (fonte: https://sites.google.com/site/santaseveramartire/)