venerdì 27 Gennaio 2023 1:35

Carissime sorelle e carissimi fratelli, è bello il clima natalizio che si respira ogni anno, le luci, i colori, i profumi, ma soprattutto la gioia di sapere che Dio non si stanca dell’umanità e continua a venirci incontro. Purtroppo, dopo gli anni trascorsi nell’incertezza e nella precarietà che la pandemia ci ha fatto vivere, quest’anno viviamo la stoltezza di una guerra che non può sconfitta con nessun vaccino. Il paradosso? Il Signore Gesù, il Re della pace viene celebrato e il mondo è diviso da una guerra assurda che ci fa capire quanto l’essere umano ancora non abbia imparato la PACE.

Diceva Papa Francesco, che dalla guerra nessuno ne esce vincitore. Tanti conflitti si possono vivere nella vita, ma ognuno di questi può essere occasione d’incontro con un fratello o una sorella, invece di trasformarsi in guerra. Nel conflitto si può conoscere l’idea dell’altro, che anche se contrapposta alla nostra può essere sempre buona e diventare fonte di ricchezza invece che trasformarsi in occasione di divisione e litigio che porta a vedere l’altro, non più come semplice antagonista, ma come un vero e proprio nemico. La Pace è da imparare, ma il Signore che viene non per qualcuno, ma per ognuno, ci insegni a viverla concretamente creando in noi un cuore aperto all’accoglienza dell’altro.

Papa Francesco nella sua lettera al popolo ucraino dice: “In questi mesi, nei quali la rigidità del clima rende quello che vivete ancora più tragico, vorrei che l’affetto della Chiesa, la forza della preghiera, il bene che vi vogliono tantissimi fratelli e sorelle ad ogni latitudine siano carezze sul vostro volto. […] Sarà Natale e lo stridore della sofferenza si avvertirà ancora di più. Ma vorrei tornare con voi a Betlemme, alla prova che la Sacra Famiglia dovette affrontare in quella notte, che sembrava solo fredda e buia. Invece, la luce arrivò: non dagli uomini, ma da Dio; non dalla terra, ma dal Cielo.

“Viene la Luce vera ad illuminare il mondo immerso nel buio creato dall’egoismo e dall’orgoglio che spengono la lampada. Il mio augurio, per ognuna e ognuno, è che la lampada della Fede possa essere sempre riempita dell’olio della Carità per illuminare di Speranza questo mondo perché possiamo tutti vivere nella comunione d’amore e di pace che il Bambino Gesù è venuto a portare agli uomini e donne che egli ama.

Santo Natale e un anno nuovo ricco di speranza. Dio benedica ognuna e ognuno di voi.

Ai miei auguri si uniscono, sentitamente, anche Padre Marco, Padre Piero e Confratel Gianluca.

Con immenso affetto,
Padre Aurelio, parroco

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