PASSIONISTI | Parrocchia Sante Rufina e Seconda - Chiesa di S. Gemma Galgani

Don Andrea Barbero ha fatto il suo ingresso alla guida della parrocchia dei Santi Marco Evangelista e Pio X a Pantan Monastero. Lo ha insediato ieri sera il vescovo Gianrico Ruzza nella Messa concelebrata tra gli altri da don Lorenzo Gallizioli, vicario foraneo, e da don Paolo Sottopietra, superiore della Fraternità di San Carlo Borromeo, di cui fa parte il sacerdote. Tra i presenti, Sabrina Giuseppetti, presidente del municipio XIII di Roma, e il consigliere capitolino Antonio Stampete, che è di questa zona della periferia Romana, e Nicola Nobis, comandante della Stazione del Carabinieri di Casalotti. Il vescovo ha affidato la comunità alla cura pastorale di don Andrea con alcuni gesti che dicono il legame con il pastore e con la comunione ecclesiale. La benedizione del popolo di Dio con l’acqua santa, l’incensazione dell’altare, la professione di fede con una particolare adesione al magistero e all’annuncio del Vangelo. E poi il rinnovo delle promesse sacerdotali e la seduta nella sede presbiterale che il vescovo lascia alla custodia del nuovo parroco.Accoglienza, solidarietà, evangelizzazione. Sono queste le parole del Vangelo raccomandate dal vescovo al sacerdote per continuare il percorso di accoglienza e misericordia portato avanti dalla comunità assieme al suo predecessore don Krzysztof Dudała.Nel Vangelo di Maro Gesù tocca e guarisce il lebbroso, allontanato da tutti. Oggi accade con i tossicodipendenti, i migranti, le persone lasciate sole, i sofferenti. Può accadere anche nella parrocchia di vivere nelle divisioni, ma Cristo mostra come debba essere la relazione dei suoi discepoli. «C’è una grande sete del rapporto con Dio, noi abbiamo il compito di ascoltare il grido della gente» e di annunciare a tutti che «Gesù è il Signore».In conclusione don Sottopietra ha ringraziato il vescovo per la fiducia data alla Fraternità nell’affidare la parrocchia, con la quale negli anni è cresciuta amicizia e collaborazione. Gratitudine anche da parte di don Andrea al vescovo, al don Cristoforo e alla comunità che ha donato al sacerdote una casula.

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