PASSIONISTI | Parrocchia Sante Rufina e Seconda - Chiesa di S. Gemma Galgani


Nel corso della serata conclusiva della 68ª edizione dello Zecchino d’Oro, trasmessa su Rai 1, la canzone “Ci pensa il vento” si è aggiudicata il primo premio. Il brano, con testo di Francesco Marruncheddu e Lodovico Saccol, musica di Saccol, è stato interpretato da Emma Dakoli, una bambina di 9 anni di Monza, accompagnata dal Piccolo Coro dell’Antoniano diretto da Margherita Gamberini.

È una canzone delicata e profonda: attraverso immagini semplici e poetiche – il vento che asciuga i panni stesi, sfoglia le pagine di un libro, porta profumi e canzoni – il testo invita a riflettere su come elementi invisibili possano avere un grande potere.
Ma non è solo una poesia sulla natura: il vento diventa simbolo di speranza, di pace che supera i confini, che asciuga lacrime e fa volare i sogni. Quando “soffia la pace oltre i confini” e “bandiere di tanti colori sventolano nel cielo”, la canzone vuole essere un appello alla fraternità e all’accoglienza.

In un mondo spesso segnato da divisioni, “Ci pensa il vento” ci ricorda – con la voce innocente di una bambina – che ogni gesto di gentilezza, ogni atto di solidarietà, può avere valore.

Nella comunità parrocchiale, questa canzone può diventare un’occasione per riflettere insieme sul valore della speranza e dell’accoglienza. Come un vento che spazza via nuvole e oscurità, la musica e la preghiera possono ricordarci che, anche nei momenti difficili, c’è sempre spazio per la solidarietà e per un nuovo inizio.

E allora, come bambini del nostro tempo, lasciamoci “portare dal vento” della gioia, del rispetto e dalla pace per costruire insieme un mondo più fraterno.

Questa 68ª edizione conferma ancora una volta che lo Zecchino d’Oro non è solo un concorso per canzoni destinate ai bambini, ma un momento di grande partecipazione per famiglie e comunità, intorno a temi universali come amicizia, solidarietà, speranza e rispetto.

Con la vittoria di “Ci pensa il vento”, la musica per l’infanzia si conferma, oggi come ieri, uno strumento potente per comunicare valori, educare al bene e dare voce ai sogni dei più giovani.


IL TESTO DELLA CANZONE

Arrivano giorni in autunno, in inverno
che il mondo ritorna a giocare un eterno
antichissimo gioco, il più vecchio che esista.
A dirlo così, forse un poco rattrista.
Infatti, improvvisa, una giornata di vento
La guardo dai vetri e non sono contenta
Non si va più al mare e non posso nuotare
L’estate è lontana, posso solo sognare.
Ma ecco la voce di nonna: “Lo sai? Che il vento fa poi tante cose per noi?”

Ci pensa il vento ad asciugare i panni stesi al sole
A sfogliare le pagine di un vecchio libro,
trasportare le note di questa canzone.
Ci pensa il vento a trasportare i pollini di un fiore
Sollevare le onde nel grande mare
e le nubi più grigie fa sempre scappare.
Ci pensa il vento ad asciugare i panni stesi al sole
A sfogliare le pagine di un vecchio libro,
trasportare le note di questa canzone.
Ci pensa il vento a trasportare i pollini di un fiore
Sollevare le onde nel grande mare
e le nubi più grigie fa sempre scappare.

Da dove lui arriva tu forse non sai
e non gli puoi chiedere “ma dove vai?”
Lo senti che gira sempre intorno a te,

ma non puoi vederlo con gli occhi perché:
Il vento non ha né forma né colore.
Tu fermati e ascolta, lo potrai trovare.
Nei momenti di gioia, con te canterà,
e se piangi le lacrime cancellerà.
E se faremo la Pace lo capirà,
Lo capirà
attraverso i confini la soffierà.
La soffierà
E bandiere di cento colori
in un cielo azzurro cullerà.

Ci pensa il vento ad asciugare i panni stesi al sole
A sfogliare le pagine di un vecchio libro,
trasportare le note di questa canzone.
Ci pensa il vento a trasportare i pollini di un fiore
Sollevare le onde nel grande mare
e le nubi più grigie fa sempre scappare… scappare…


IL VIDEOCLIP DELLA CANZONE

foto di: ilpopolano.com

Categorie: QUOTIDIANO