Il 18 aprile, Lunedì dell’Angelo, 80000 ragazzi dai 12 ai 17 anni sono arrivati a Roma da tutta Italia per condividere un momento di ascolto e di preghiera insieme a Papa Francesco. Anche i giovani delle Diocesi di Porto Santa Rufina e Civitavecchia Tarquinia hanno risposto all’appello del Papa, partecipando in 300. Non un semplice incontro ma un vero pellegrinaggio degli adolescenti, il cui titolo #seguimi ne esprime il senso: la sequela come ricerca del senso della vita. “Mettiti in ricerca – dove sei? – e seguimi”. Ad affiancare il titolo, il logo di un pesce, l’ichtus della Chiesa delle origini. Raffigurato in movimento, il pesce solca con fiducia le onde nel mare della storia. Costituito dall’insieme di tanti cerchi azzurri intorno alla croce-occhio, simboleggia la comunione celebrata nella sera del lunedì di Pasqua. L’arancione della croce evoca il sole del giorno di Pasqua, il sole che non tramonta.

Per i ragazzi delle Diocesi di Porto Santa Rufina e Civitavecchia Tarquinia, quella del 18 Aprile è stata una Pasquetta diversa a motivo del pellegrinaggio, ma che ha conservato, allo stesso tempo, il tradizionale gusto della gita fuori porta. I Servizi Diocesani di Pastorale Giovanile di entrambe le Diocesi hanno programmato di far precedere l’esperienza in Piazza San Pietro da una mattinata di fraternità, facendo esperienza di conoscenza, balli, giochi di squadra e pranzo insieme. L’ospitalità dei Passionisti ha permesso ai 300 ragazzi di vivere questi preziosi momenti nel grande parco della Casa Generalizia dei Padri Passionisti presso la Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, tra il Colosseo e il Circo Massimo, nel pieno centro storico di Roma. L’entusiasmo dei ragazzi è stato palpabile, sin dal mattino sono stati immersi in un clima di fraternità che in un crescendo ha raggiunto il suo apice al momento dell’arrivo a Piazza San Pietro, dove hanno fatto comunità insieme agli 80000 giovani di tutta Italia. Questo pellegrinaggio ha permesso agli adolescenti di sperimentare la prossimità con tutta la Chiesa, che si è manifestata concretamente come prossimità tra compagni di viaggio provenienti da tutta Italia nella comunione in Cristo. 

Il momento di accoglienza con canti, video e testimonianze ha da subito catturato la loro attenzione. Straordinaria la gioia e intima la commozione per aver potuto incrociare lo sguardo e il saluto del Papa durante il suo giro sulla papamobile fra i ragazzi presenti in Piazza. Raccoglimento e riflessione hanno accompagnato l’ascolto del Vangelo. 

Al momento del messaggio del Papa, i giovani hanno ascoltato con lo stupore e l’entusiasmo che gli sono propri, ma soprattutto hanno avuto conferma di essere amati dal Papa. Del suo messaggio riportiamo in particolare queste parole: «Gesù ha vinto le tenebre della morte. Purtroppo sono ancora dense le nubi che oscurano il nostro tempo. Oltre la pandemia, l’Europa sta vivendo una guerra tremenda […] Spesso sono i vostri coetanei a pagare il prezzo più alto. […] La vita alle volte ci mette a dura prova, ci fa sentire nudi, inermi, soli. […] Non bisogna vergognarsi per la paura del buio, le paure vanno dette per cacciarle via. Vanno portate alla luce e così scoppia la verità […] Le crisi vanno dette a un amico, un’amica, mamma e papà, nonno e nonna. Le crisi vanno illuminate per così vincere […] Voi avete il fiuto della realtà, il fiuto che aveva Giovanni il più giovane degli apostoli. Il fiuto di trovare il Signore […] Vi auguro di avere il fiuto di Giovanni e anche il coraggio di Pietro […] Non vergognatevi dei vostri slanci di generosità: il fiuto vi porti alla generosità. […]  Cercate chi vi accompagni ma non abbiate paura della vita. […] Abbiate paura della chiusura del cuore. […] Andate avanti: le paure illuminarle, lo scoraggiamento vincerlo col coraggio, e il fiuto della vita non perderlo. […] Chiamate la mamma Maria che vi aiuti a rispondere con fiducia il proprio ‘Eccomi’ al Signore. […] Che lei vi insegni a dire ‘Eccomi’. Coraggio e avanti!»

LE TESTIMONIANZE

In questo articolo abbiamo scelto di raccontare il vissuto degli adolescenti in merito al pellegrinaggio attraverso la loro voce, perché sono stati loro i veri protagonisti di questo primo incontro ufficiale del Papa in Piazza San Pietro dopo la pandemia. E’ proprio a loro che il Papa ha detto: “Questa piazza attendeva da tempo di riempirsi dei vostri volti e del vostro entusiasmo”!

«L’incontro con il Papa me lo aspettavo più “religioso”, cioè che fosse un suo discorso molto lungo, e invece sono stati quei ragazzi a parlare e sinceramente è stato meglio perché essendo giovani chi meglio poteva parlare che i giovani. Sentirli parlare e raccontare le loro storie e momenti bui è stato molto toccante, sicuramente in futuro se avrò dei momenti bui mi ricorderò di loro e troverò come loro qualcuno a cui chiedere aiuto e che mi supporti. Certamente mi affiderò anche alla preghiera e alla nostra comunità».

(Sara – Gruppo adolescenti Parrocchia Beata Vergine Maria Immacolata, La Giustiniana)

«Il 18 aprile, lunedì dell’Angelo, ho trascorso una bellissima giornata a Piazza San Pietro per incontrare il Papa insieme ad altri 80.000 adolescenti! Quando mi è stata proposta quest’esperienza ero entusiasta, ma credevo che fosse solo una breve gita al centro di Roma insieme ai miei compagni della pastorale giovanile, una come tutte le altre. Il tutto si è rivelato invece qualcosa di assolutamente straordinario. Ho provato tante emozioni indescrivibili in una sola giornata e mi sono divertita molto. Durante il raduno al Parco del Celio, ho conosciuto ragazzi di altre Parrocchie con i quali abbiamo ballato, cantato e giocato. Arrivati all’affollata San Pietro, oltre allo spettacolo presentato da alcuni personaggi famosi, il momento più bello in assoluto è stato il discorso del Papa ai giovani dopo la lettura del Vangelo. “Non vergognatevi dei vostri slanci di generosità: il fiuto vi porti alla generosità. Buttatevi nella vita. Avete chi vi accompagna, cercate qualcuno che vi accompagni. Ma non abbiate paura della vita, per favore! Abbiate paura della morte, della morte dell’anima, della morte del futuro, della chiusura del cuore: di questo abbiate paura. Ma della vita, no: la vita è bella, la vita è per viverla e per darla agli altri, la vita è per condividerla con gli altri, non per chiuderla in sé stessa”. Queste parole mi sono rimaste impresse e di cui farò sicuramente tesoro per il futuro. Quest’esperienza mi ha lasciato davvero tanto: mi hanno colpito molto le testimonianze degli adolescenti e i loro sorrisi, segno della loro vittoria su un momento di oscurità nella loro vita. Spero di costudire al meglio la gioia, la spensieratezza, il divertimento, la carica e l’allegria che mi ha offerto il Signore in questa indimenticabile giornata!»

(Chiara – Post cresima Parrocchia BVM immacolata, La Giustiniana)

«Il 18 aprile, lunedì dell’Angelo, ho trascorso una bellissima giornata a Piazza San Pietro per incontrare il Papa insieme ad altri 80.000 adolescenti! Quando mi è stata proposta «Nei giorni precedenti all’evento pensavo: ‘chissà se dopo questo periodo di pandemia l’adesione da parte dei ragazzi sarà numerosa, questo periodo ci ha allontanati gli uni da gli altri inevitabilmente ha frenato l’entusiasmo ci ha resi più diffidenti più vulnerabili’. Invece con mia grande gioia Piazza San Pietro era invasa da giovani, un fiume un mare di adolescenti, bellissimo vedere di nuovo la piazza così piena. Ho negli occhi ancora l’immagine del Santo Padre pregare solo per la fine della pandemia in una piazza deserta. Ringrazio Dio per questa nuova rinascita, bellissime le parole di incoraggiamento del Santo Padre ‘Non abbiate paura siate felici cari giovani!’ Mi unisco anch’io agli auguri e aggiungo di non smettere mai di inseguire i propri sogni».

(Mariagrazia – Catechista e animatrice, Parrocchia Santa Paola Frassinetti, Fiumicino)

«Non pensavo sarebbe stata un’occasione così grande per conoscere persone nuove, invece ho vissuto un’esperienza davvero bella, sicuramente da ripetere insieme a tanti coetanei, e mi ha insegnato a mettermi in gioco per vivere a pieno esperienze del genere».

(Alessandro – Gruppo giovani, Parrocchia Sante Rufina e Seconda)

«Non pensavo ci fosse così tanta gente, pensavo fosse un incontro più tranquillo ma è stato molto bello.  È stata un’esperienza diversa, nuova, incontrare il Papa è stato molto bello, ho conosciuto nuove persone e mi sono sentita bene. Di sicuro non dimenticherò questa esperienza, mi ha colpito molto quando il Papa ha detto che noi giovani abbiamo dei sensi che i grandi hanno un po’ perso crescendo».

(Anna – Gruppo cresima, Parrocchia Sante Rufina e Seconda)

«Mi ha molto colpito la testimonianza dei ragazzi della mia età sui loro momenti bui. In particolare la storia del ragazzo che ha subito operazione al cuore, perché ha dovuto superare un momento molto brutto e si sentiva solo».

(Gerardo – Gruppo cresima, Parrocchia Sante Rufina e Seconda)

«Mi aspettavo un incontro molto vivo, pieno di urla, gioie e sorrisi. L’incontro è stato di per sé un’emozione unica, un’esperienza unica, indescrivibile e sicuramente indimenticabile. Ha lasciato traccia di un insegnamento, il sorridere nonostante intorno sia buio, poiché vedere tutti quei ragazzi sorridere, nonostante il caldo e la pandemia, mi ha reso molto felice».

(Chiara – Post cresima, Massimilla)

«Inizialmente mi aspettavo un evento non molto diverso da quello a cui ho assistito: giovani da tutte le parti d’Italia radunati a San Pietro per incontrare il Papa e ascoltare il suo discorso. Sono rimasto un po’ deluso poiché pensavo che, proprio come era successo alla Giornata Mondiale dei Giovani ai tempi di mia madre, avremmo potuto incontrare il Papa faccia a faccia e potergli parlare. Ma ovviamente arrivato a San Pietro, dopo aver visto e realizzato quanti ragazzi ci fossero, ho capito che ciò non era realizzabile. Sono stato molte volte alla Basilica di San Pietro con la mia famiglia, sia per assistere al Papa sia per andare a messa con un gruppo di filippini, ma questa è la prima volta che ci vado con dei miei coetanei e devo dire che è stata davvero un’esperienza indimenticabile. Durante il viaggio ho provato entusiasmo ma anche frustrazione a causa della lunga camminata e del sole bollente, e dopo aver visto le storie dei tanti ragazzi ho provato commozione, rispetto e ammirazione. Oltre a lasciarmi una bellissima esperienza e un ricordo speciale, questo incontro mi ha lasciato con mille pensieri per la testa -ciò che sto facendo è giusto? come posso migliorare la mia condizione?-e aspettative sul futuro e speranza per la popolazione mondiale, una motivazione in più per andare avanti e sopportare tutti gli ostacoli che ci si pongono davanti poiché nessuno di noi è abbandonato da Dio».

(Gerome – Post cresima, Massimilla)

«Quando mi hanno proposto di partecipare a questa giornata non sapevo assolutamente cosa aspettarmi e non immaginavo di trovarmi in mezzo ad un fiume di altri ragazzi come me. Mi sono iscritto anche non sapendo della presenza di cantanti famosi. Ho vissuto la giornata in spensieratezza e mi sono divertito, in genere si pensa che chi segue Gesù è uno “sfigato” ma si sbaglia! Non nego che a scuola indosso una maschera perché non mi sento libero di dire che sono credente e praticante invece al post cresima mi sento libero di essere me stesso senza essere giudicato. Vedere tutti questi ragazzi entusiasti nella fede come me mi ha dato forza, fiducia e speranza. Vorrò partecipare alle prossime giornate con il Papa!».

(Gabriele – Post cresima, Casalotti)

«Nei giorni precedenti ero veramente entusiasta e curioso per questa esperienza che non avevo mai provato in tutta la mia vita. Ho vissuto dei bellissimi momenti a partire dalla mattina quando siamo partiti fino alla sera che abbiamo fatto il rientro. Ho condiviso dei momenti di felicità, che a parer mio, a contatto con dei giovani della mia fascia di età, ha stimolato il continuo nel percorso con la Chiesa. Mi ha lasciato sicuramente la capacità di interagire ed inserirmi nella comunità».

(Matteo – Post cresima, Casalotti)

«Mi aspettavo di stare con tanti ragazzi/e più o meno della mia età, a parlare con il Papa e fargli delle domande. Ho vissuto emozioni molto intense, soprattutto nella preparazione della mattina, e nell’avvicinarsi verso San Pietro, e ad un certo punto eravamo tanti ruscelli che si sono uniti e sono diventati un grande mare in cui nuotavano tanti pesciolini. Mi porto per il futuro la voglia di continuare un percorso già iniziato per seguire Gesù, scoprire Gesù negli altri ed essere un pesciolino come quello della bandana».

(Maria – Oratorio San Luigi Gonzaga, Focene)

«Anche se faceva molto caldo e ho faticato parecchio, mi sono divertita tanto tanto. Sinceramente pensavo di annoiarmi, ma a quanto pare mi sono sbagliata».

(Anastasia – Oratorio San Luigi Gonzaga, Focene)

«Questa esperienza mi ha insegnato a credere a Gesù anche nei momenti brutti perché l’unica persona che ci può aiutare è Lui».

(Flavio – Oratorio San Luigi Gonzaga, Focene)

«Non mi aspettavo che ci fosse tutta questa gente, che eravamo in tanti me l’avevano già accennato ma così tanti da non riuscire a respirare no. Nonostante tutto sono riuscita a divertirmi con il mio gruppo»

(Melissa – Oratorio San Luigi Gonzaga, Focene)

«Ho vissuto un’esperienza indimenticabile e incredibile»

(Ginevra – Oratorio San Luigi Gonzaga, Focene)

«Questa giornata è stata molto molto bella per me, dopo tanto tempo ci siamo riuniti tutti insieme e abbiamo fatto anche tante conoscenze, mi sono divertita un sacco e vorrei rifarlo più spesso tutto ciò. Un’esperienza davvero fantastica!»

(Sara – Oratorio San Luigi Gonzaga, Focene)

«Dalla giornata di ieri mi sarei aspettata molti meno ragazzi, quindi meno divertimento. Ho vissuto una bellissima esperienza, sia per aver visto il Papa sia per essere stata con dei ragazzi della mia età che avevano una cosa in comune alla mia, il rapporto con DIO».

(Rachele – Oratorio San Luigi Gonzaga, Focene)

Concludiamo con la riflessione di padre Aurelio D’Intino, Responsabile del Servizio Diocesano di Pastorale Giovanile:

«Un’esperienza bella, grazie alla quale i ragazzi hanno respirato aria di comunione e diocesanità. Già dal mattino, per la prima volta dopo due anni, hanno vissuto in 300 ragazzi un momento di fraternità, giocando insieme. In pellegrinaggio verso San Pietro hanno testimoniato la bellezza di essere dei giovani che vanno verso un incontro con una persona, che nella figura del Papa è Gesù Cristo. L’attraversare le strade, gli automobilisti che si fermavano e sorridevano con segni di approvazione, i ragazzi che cantavano e sorridevano, tutto questo è stato bello. L’incontro in Piazza San Pietro è stato emozionante e anche commovente per alcune testimonianze. Il Papa, anche se stanco, è stato diretto con i ragazzi e ha ravvivato in loro la speranza, li ha spronati a lasciarsi dietro le spalle la pandemia, senza scordarsi della realtà ma guardando verso il futuro con speranza. Questo è un messaggio che possiamo lasciare ai nostri giovani»

Un ringraziamento a tutti coloro che hanno pensato e organizzato questo pellegrinaggio adolescenti dopo due anni di pandemia, per averci spronato a rimetterci in cammino, a tornare in strada con gli adolescenti. Questo momento di grazia vissuto con Papa Francesco e il messaggio che lui ci ha donato sono stati e saranno fonte di acqua viva a cui attingeranno tutti coloro che si spendono per la maturazione dei ragazzi e per la loro realizzazione. Buon cammino a tutti!

Mirta Di Nicola
Equipe Servizio Diocesano di Pastorale Giovanile

articolo e foto da: www.diocesiportosantarufina.it